Logica, eristica ed educazione alla verità

Franca D'Agostini

Abstract


In questo articolo presento le ragioni e le linee direttive di un programma politico-pedagogico che si può definire educazione alla verità, e che nella nostra tradizione è stato associato alla nozione di filosofia. Per ‘educazione alla verità’ intendo: educazione a dire la verità (dunque sapere come dirla e quando e come non dirla), a cercarla (dunque anche sapere quando è utile o inutile cercarla), a condividerla (sapere come farla valere collettivamente, e come creare convergenza pubblica su di essa). Simili competenze sembrano essere di primaria importanza in democrazia, e più in generale in una cultura in fase di democratizzazione rapida e incontrollabile della conoscenza, in cui un crescente numero di persone hanno accesso a un crescente numero di informazioni. Nell’articolo isolo il problema di fondo di una condizione di questo tipo: il fatto che credenze parzialmente vere vengono ‘catturate’ per giustificare e veicolare credenze false e dannose per le collettività e gli individui. Indico quindi quelli che credo siano i primi passi formativi necessari per limitare il problema, a titolo personale e collettivo: lo studio della logica e la pratica dell’eristica, intesa come arte della discussione. L’uso del ragionamento e il confronto interpersonale di opinioni sono infatti gli strumenti di cui ci serviamo per completare le incomplete verità di cui soggettivamente disponiamo. Entrambi presentano problemi e rischi, dunque entrambi possono/devono essere oggetto di studio.

Full Text

PDF

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.